Una visita davvero particolare

Giorno 22 marzo 2019 il gruppo di redazione del nostro blog si è recato presso la casa museo del maestro Vincenzo Forgia.

Nella nostra carriera di studenti del liceo artistico ci risulterà molto utile avere vissuto, grazie al progetto Pon sul giornalismo digitale, con uno dei maestri più importanti della ceramica di Caltagirone, come il maestro Forgia, che tramite la sua evidente passione per quest’arte è riuscito a trasmettere i suoi valori a noi giovani apprendisti.
Ha fatto una cosa molto interessante e allo stesso tempo innovativa in questo campo, ovvero  ha trasformato la sua abitazione in un vero e proprio museo, attraverso la collezione di formelle, fischietti e personaggi tipici del presepe popolare. Oggetti ricchi di storia, storia che, secondo lo stesso maestro Forgia, è poco conosciuta e valorizzata dai nuovi giovani ceramisti che operano nel territorio.
Ceramista e studioso della ceramica, già alunno dell’Istituto d’Arte di Caltagirone, il maestro Forgia ha creato due ambienti didattici di grande valore: un vero museo didattico, sito in via Roma, dedicato ad alcune produzioni artigianali davvero particolari, ovvero la produzione dei fischietti, dei presepi e delle formelle, e un laboratorio – museo, sito in via G. Arcoleo, che invece raccoglie le forme tradizionali più significative dell’artigianato ceramico, dalle stoviglie ai laterizi ai contenitori di ogni genere.
Un artigianato semplice, umile ma degno di grande rispetto: frutto dell’ingegno e della creatività di generazioni.

Il maestro Forgia ha pubblicato un volume di grande valore scientifico dedicato alle formelle ceramiche
Una vetrina della casa museo con i fischietti

Il fischietto è stato davvero un oggetto-culto per moltissime generazioni di bambini caltagironesi. Le sue forme si ispirano a soggetti religiosi e devozionali, ad animali domestici, a personaggi popolari. Realizzato con colori a freddo, il fischietto ha accompagnato la fantasia dei bambini nei loro giochi; non deve sorprendere, pertanto, che avere un fischietto antico a casa (o trovarlo nei mercatini delle pulci) è oggi davvero un’impresa, giacché ne sono sopravvissuto pochi (dato che spesso cadevano e si rompevano: non erano di plastica!).

L’allestimento dei fischietti del maestro V. Forgia presso una delle mostre temporanee del Liceo Artistico

Il presepe è una delle composizioni artistiche più celebri di Caltagirone e il maestro Forgia ci ha spiegato il significato del presepe degli umili, ossia del presepe tradizionale calatino. Il tema del presepe ci ha incuriositi e ne abbiamo parlato tanto da volerlo approfondire con due articoli.

Il Presepe degli Umili, di Vincenzo Forgia – particolare

Altro argomento di grande interesse è quello delle formelle per l’essiccazione delle marmellate e delle mostarde: un vero capolavoro di scultura… da ammirare, contemplare e infine da mangiare. Una deliziosa combinazione di arte povera e antica dolceria tradizionale, esperta nella trasformazione dei frutti locali.

Una teca con alcune formelle

La visita degli ambienti didattici e di lavoro del maestro Forgia sono stati così un viaggio nel passato. Per conoscere da vicino la nostra tradizione e per riprendere coscienza dei molteplici utilizzi della ceramica.

Critica imponente da parte del maestro Forgia è rivolta ai compratori, che quando si recano in una bottega non riescono e non sanno cogliere l’importanza e la storia di questi oggetti, preferendo l’estetica di un oggetto ceramico alla sua storia. Un dettaglio considerevole che ha voluto sottolineare molte volte.

Avendo molti anni di esperienza nel campo ceramico ci ha dato alcuni consigli, inoltre ha spiegato in modo dettagliato la storia di ogni singolo oggetto che lui aveva esposto all’interno della sua collezione, collezione che custodisce con molta cura. Ovviamente per noi questo incontro è stato molto educativo e stimolante, soprattutto perché aspiriamo a diventare come il maestro Forgia che giorno dopo giorno si dedica alla sua “arte” in modo impegnativo nonostante l’età.

Jonathan Di Stefano e Maria Bennici

Breve storia del presepe nell’arte

Il Presepe è il simbolo del Natale e viene rappresentato in ogni paese. Esso è la rappresentazione della Natività di Gesù realizzata con piccole figure tridimensionali e i cui personaggi provengono direttamente dal racconto evangelico.

Le sculture possono essere realizzate con vari materiali; in origine si usavano forme in terracotta o legno, ma da qualche decennio si utilizza anche la plastica e c’è chi si sbizzarrisce con vari tipi di supporti: dal cotone alla carte pesta, dai vari materiali di riciclo (bottiglie di vetro, polistirolo) alla pasta e ai mattoncini Lego. Sembra inverosimile, ma a Caltagirone, città del Presepe, per Natale se ne vedono di tutti i tipi.

I personaggi del presepe sono generalmente gli stessi, qualunque sia il tipo di materiale utilizzato, e appartengono all’iconografia dell’arte sacra: Maria ha un manto azzurro che simboleggia il cielo, san Giuseppe ha in genere un manto dai toni scuri a rappresentare l’umiltà.

Il presepe venne introdotto nel mondo cristiano da san Francesco, il quale, dopo il suo viaggio a Betlemme, volle rievocare nel paese di Greccio la scena della Natività cui aveva assistito nel suo viaggio in Terra Santa.

Nel Natale 1222 Francesco si trovava a Betlemme ed ebbe modo di assistere alle funzioni per la nascita di Gesù. Ne rimase talmente impressionato che quando tornò in Italia, chiese al Papa Onorio III di poter ripetere le celebrazioni per il Natale successivo.

Fu così che la notte della Vigilia di Natale del 1223, a Greccio in Umbria, San Francesco allestì il primo presepe vivente della storia. I contadini del paese accorsero nella grotta, i frati con le fiaccole illuminavano il paesaggio notturno e all’interno della grotta fu posta una greppia riempita di paglia con accanto il bue e l’asinello.

Il celebre pittore Giotto di Bondone ritrasse questa vicenda in uno degli affreschi che decorano la Basilica Superiore di Assisi.

Il presepe di Greccio nel celebre affresco di Giotto
presso la Basilica superiore di san Francesco ad Assisi

Nel 1283, lo scultore Arnolfo di Cambio, realizzò otto statuine lignee che rappresentavano la natività e i Magi: è la nascita del primo presepe artistico. Questo presepio è conservato nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. 

La statua della Madonna nel presepe di Arnolfo di Cambio

Da quel momento in poi, fino al 1400, gli artisti modellano statue di legno o terracotta. Quest’attività artistica si sviluppò prevalentemente in Toscana, ma il presepio impiegò poco tempo a diffondersi nel regno di Napoli e da lì in tutti gli Stati italiani

Valeria Bratu e Luisa Sinopoli